giovedì 29 marzo 2007

Totò - Il Principe De Curtis



Frasi celebri:

-Signora sono a sua completa disposizione, corpo, anima e frattaglie.
-Chiedo l'annullamento del matrimonio alla Sacra Ruota, anzi per tutte le ruote.
-Io non faccio il cascamorto, se casco,casco morto per la fame.
-Io non rubo integro.D'altra parte in Italia chi e' che non integra?
-Adesso che siamo a Milano, andiamo a vedere il famoso Colosseo.
-Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta,da come riesce a vivere senza una lira.
-Caporali si nasce, non si diventa.
-Elena di Troia...Troia...Troia: questo nome non mi e' nuovo.
-Non mi guardi con quegli occhiacci...Lei con quegli occhi mi spoglia...Spogliatoio!
-Alla faccia di Cartagine e di tutti i Cartaginesi.
-Lei e' un cretino, s'informi.
-A proposito di politica,ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?
-Credevo che mia moglie fosse una carogna, finche' non ho visto la sua.
-Non sono ancora cavaliere,ma non dispero.Checche'...
-Era un uomo cosi' antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis.
-E' la somma che fa il totale
-Io sono parte nopeo e parte napoletano
-Checche'
-Mi scompiscio dalle risate
-Ammesso e non concesso
-Lei non sa chi sono io
-A prescindere
-Ogni limite ha una pazienza
-Se ne vada!
-Non sono mica fiaschi che si abboffano
-I suoi modi sono interurbani
-Siccome sono democratico, comando io.
-In carcere, con rispetto parlando, stavo tra persone perbene
-I parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più ti fanno male.
-L’acne giovanile si cura con la vecchiaia.
-Sono un uomo di mondo: ho fatto tre anni di militare a Cuneo.
-Lei puzza con la “p” maiuscola.
-Il coraggio ce l’ho… è la paura che mi frega.
-È’ incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo.
-Devo andare a un funerale di un morto.
-Chi dice che i soldi non fanno la felicità, oltre ad essere antipatico, è pure fesso.
-Lei è un cretino, s’informi!
-Tutti i giorni lavoro, onestamente, per frodare la legge.
-Il nostro paese è un paese di navigatori, di santi, di poeti e di sottosegretari.
-Do ut des, ossia tu dai tre voti a me che io do un appalto a te.
-Parola d’onore d’ onorevole?
-Morto il barbiere, la barba s’allunga.
-Se ognuno pensasse agli incassi suoi!
-Ognuno fa la gamba secondo il suo passo.
-Ai postumi l’ardua sentenza!
-È la somma che fa il totale.
-Questa è la civiltà; hai tutto quello che vuoi quando non ti serve.
-Cavaliere, nessuno vuole farla fesso.., non c’è bisogno.
-Gli avvocati difendono i ladri. Sa com’è... tra colleghi.
-Sono un minorenne anziano.
-Il lavoro: una vita sotto la dipendenza di un uomo qualunque.
-Il ricatto, qualche volta, serve.
-Questi modi sono interurbani.
-La sua vita si svolge tra casa e chiesa... E va be’, ma nel tragitto che cosa succede?
-Ti voglio ammazzare perché così ti insegno a vivere.
-Chi non si arrangia è perduto.
-Ragazzi miei, non me ne vanno bene due.
-La notizia per ora è sottoufficiale; poi diventerà ufficiale.
-Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.
-La donna è immobile.
-Non so leggere, ma intuisco.
-Io quando fingo, fingo sul serio.
-Quando mi vengono i cinque minuti puzzo... puzzo di carattere.
-Ricco si nasce non si diventa.
-Modestamente, la circolazione ce l’ho nel sangue.
-Io vorrei sapere perché tante persone, con tutti i mestieri che ci stanno, si mettono a fare i ladri.
-Lei non è fesso? Eppure dalla faccia si direbbe di sì.
-Per avere una grazia da San Gennaro bisogna parlargli da uomo a uomo.
-In galera l’aria, quando riesce a passare, è ottima.
-Noblesse òblige: la nobiltà è obbligatoria.
-Le macchine.., le macchine... sarà, ma non ragionano.
-I ministri passano, gli uomini restano.
-Ho paura, quello è un deputato.
-E’ un affare? No, è un furto, garantisco io.
-Toglimi una curiosità, tuo zio è sempre morto?
-La donna è mobile e io mi sento un mobiliere.
-E’ un caso di forza maggiore o di forza minore?
-Gli italiani prima hanno perso la guerra, poi hanno perso la pace.
-A me i gatti neri mi guardano in cagnesco.
-Come è gentile per essere una parente: sembra un’estranea!
-Hai un’idea? Tu? È mai possibile?
-Paese che vai, americani che trovi.
-Non sono brutto, mi arrangio.
-Elena di Troia… Troia…Troia: questo nome non mi è nuovo.
-A volte, anche un cretino ha un idea.
- Lei è la sorella? E da quanto tempo?
- Giura su qualcosa di più sacro del tuo onore: la tua fame.
- " I soldi si fabbricano al Policlinico dello Stato. " (La banda degli onesti) - " A casa nostra, nel caffelatte non ci mettiamo niente: nè il caffè, nè il latte. " (Miseria e nobiltà)
- " Io sono turco, turco dalla testa ai piedi, ho persino gli occhi turchini. " (Il turco napoletano)
- " Egizio, ti sei messo la corazza? Allora sei pronto? " Signori in corazza!(Totò contro Maciste)
- " Signori si nasce e io lo nacqui, modestamente " (Signori si nasce)
- " Io non rubo, integro. D'altra parte in Italia chi è che non integra? " (Fifa e Arena)
- " Signora, lei vuol vedere il bollito, così davanti a tutti? E va bene, de gustibus non est sputazzendam. "(Totò, Vittorio e la dottoressa)
- " Ho un ottimo rimedio contro i mali di capo, i dolori capuani. "(Sua Eccellenza si fermò a mangiare)
- " Futurista, impressionista, realista? Veramente io sono socialdemocratico monarchico napoletano. "(Totò cerca casa)
- " Che ve ne fate della mia pelle? E' una pellaccia, un'imitazione... "(Totò sceicco)
- " Sprizzo salute da tutti i pori, sono uno sprizzatoio. "(Totò cerca pace)
- Io ho quel che ho rubato.
MISERIA E NOBILTA
- Cara nipote! Noi ti accoglieremo nel seno della nostra famiglia...e tu accoglici sul tuo!!! "
- " Egizi, abbiamo lance, spade, mortaretti, tricche tracchi e castagnole. E con queste armi spezzeremo le reni a Maciste e ai suoi compagni, a Rocco e ai suoi fratelli. Armatevi e partite! "
(Totò contro Maciste)
- " Sono un uomo della foresta, un forestiero.
(Totòtarzan)
- Un pò di rispetto, è un cadavere morto! " (Totò e Carolina)
- " Avete fatto caso che l'ultima domenica di Carnevale i cimiteri sono un mortorio? "
(Totò cerca pace)
- " La donna è mobile e io mi sento un mobiliere.
(Signori si nasce)
- Donne, non scappate davanti a me; chè, mi avete preso per uno spaventapassere? "

giovedì 22 marzo 2007

Il principio di indeterminazione ovvero del materialismo del Ghigo


Ora cari lettori del blog vi racconterò una storia...

C'era una volta un ragazzo, con lo sguardo perso fuori dalla finestra della sua classe durante una delle tante lezioni nelle quali si sciorinavano... parole...

quando ad un certo punto un'illuminazione colse il giovane...il tempo é una catena di eventi legati l'uno all'altro che decreta ciò che è e ciò che non è...negli occhi e nella mente del ragazzo si era disegnata ciò che poi scoprì essere una teoria già presa in considerazione e sorpassata dal pensiero scientifico, cioè il determinismo meccanicista.

Vale a dire che dati tutti i parametri iniziali che costituiscono ed influenzano un fenomeno in un tempo t nel quale si effettua l'osservazione, si può conoscere esattamente la condizione in cui si troverà il fenomeno preso in considerazione nel tempo t' posizionato nel futuro rispetto a t .

Ciò vorrebbe dire che tutto è già stabilito e che durante il tempo i fenomeni non fanno altro che dispiegarsi e manifestarsi senza avere la possibilità di uscire dai binari nei quali sono costretti dalle circostanze. Vi par poco?

Riportato all'essere umano questo vuol dire che nè la liberta, nè la volontà esistono e soprattutto non esiste l'anima (intesa come entità al di fuori della categoria del materiale, che influisce su di esso e che è depositaria dell'essenza ultima di ogni individuo).

Non esistendo nè libertà, nè volontà non esistono neanche nè meriti, nè colpe (credo di essere comunista per questo motivo). Nessuno ha scelto di nascere, tantomeno nessuno ha mai deciso con quali caratteristiche genetiche nascere (D.N.A.) e ancora mai nessuno ha scelto in quale ambiente nascere (Educazione - Società)...e allora da cosa ognuno è caratterizzato se non dal sè "naturale-genetico" e dall'ambiente dal quale si trova ad imparare cosa è la vita (le categorie - inesistenti altrimenti - di bello/brutto, giusto/sbagliato, vero/falso,...ecc.) ? Una mia interpretazione puramente personale di Heidegger mi fa dire che in questo modo "L'Essere da voce all'Esserci" come se ognuno fosse, in qualche modo, solo l'interfaccia vivente (Esserci) dell'Essere (che grazie a dio non è dio, ma un entità più legata alla Physis).

Anche l'esistenza pone seri problemi, ad esempio come si può esser certi di esistere o di esser esistiti? qualcuno accusato di un reato per scagionarsi adduce un alibi, ovvero un quando ed un dove diverso da quelli che lo inchioderebbero alla sua colpevolezza. Per garantire la bontà della sua versione dei fatti ha bisogno di testimoni....ebbene chi testimonierà per noi alla nostra morte per garantire che la nostra esistenza è stata? e a chi?

"Mi è semblato di vedere un bisonte viola!"

Principio di indeterminazione di Heisenberg


Giacomo: Ma io sono felice?

Heisenberg: Aspetta una settimana e vedi come va


(dopo una settimana)


Giacomo:Ma io ero felice una settimana fa? boh... ed ora?

Hisenberg: Aspetta una settimana e vedi come va

martedì 20 marzo 2007

Grameen Bank (www.grameen-info.org)

Le notizie di mercoledi' 21 marzo 2007 - Qual è la differenza tra una banca convenzionale e la Grameen Bank?Questa domanda è stata posta a Mohammed Yunus, durante un'intervista dopo la lectio magistralis presso l'Aula Magna dell'Università Roma tre.Ecco la risposta: "Sono semplicemente l'opposto. I clienti delle banche convenzionali sono più attrattivi quanto più sono ricchi e in particolare uomini ricchi. Per noi conta invece quanto più sono poveri e in particolare donne povere, perché concedere prestiti alle donne porta più benefici alle famiglie e alle comunità; le banche tradizionali richiedono documenti legali e garanzie di solvibilità, noi offriamo prestiti a chiunque perché i nostri clienti sono esseri umani e questo ci basta; infine, solitamente sono i clienti a recarsi in banca per chiedere un prestito, mentre la Grameen Bank non ha una sede e sono i suoi collaboratori a raggiungere i più poveri".In 30 anni di attività della Grameen Bank sono stati concessi micro-prestiti (da 20 euro in su) a circa 7 milioni di persone, il 97% donne, in 73mila villaggi del Bangladesh. Secondo Yunus "è possibile creare un mondo senza povertà, dove la povertà sarà visibile solo nei musei e gli studenti che vi si recheranno condanneranno i loro antenati per aver tollerato per così tanto tempo che tante persone versassero in condizioni disumane".

"L'albero della scienza non fu mai l'albero della vita"


Il II postulato della psicologia afferma che "...è impossibile non comunicare.

Nasce da qui la tragedia di, comunque, sentire di prendere posizione tra le schiere e per quanto queste possano fare schifo, mi ci trovo in mezzo, o meglio sommerso.

Anche se questo non vuol dire che la menostesi sia dell'incolero polimerato classico, con l'abbandono del marito svizzero, all'acme del contagio stitico anche se, le gome ortiche di olirasi retina, all'approccio fasico, che nondimeno accasciano il fisico, rappresentassero il pungolo d'argano dell'ossido d'asino che è entrato in circolo, ma la coincidente analisi metilcetoserica dello sviluppo seriale cronico, dovuto all'incavo, dimostra che il coreo pineale atartico, può arrivare al luppolo dell'omeoresiduale scapolo, come le ricerche in serererali fisse, di dimostrar consentono.

lunedì 19 marzo 2007

Città Vecchia - Umberto Saba



Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un'oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall'osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l'infinito
nell'umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d'amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s'agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro dove più turpe è la via.


(da Trieste e una donna, 1910-12)

domenica 18 marzo 2007

RICCARDO III


Visto che è il mio blog, mi faccio un po' di pubblicità.


La prossima settimana, quindi dal 19/3 al 25/3, sarò in scena (come percussionista, nonchè aiuto regista) al teatro India, con il "Riccardo III" regia di Luigi Saravo.


Gli orari:


Lun-Mar alle 21h
Mer-Gio alle 19h
Ven-Sab alle 21h
Dom alle 18h


prezzo biglietti:

-intero 15 euro
-ridotto 12 euro

a presto.